In caso di emergenza Polizia 117 | Ambulanza 144

Testo semplificato per le persone anziane

Violenza e persone anziane

Violenza e persone anziane – «Una violenza spesso invisibile»

Anche le persone di 65 anni e oltre possono subire violenza all’interno della coppia.

La violenza può assumere diverse forme:

  • violenza psicologica: insulti, umiliazioni, minacce, controllo;
  • violenza fisica: percosse, spinte;
  • violenza sessuale: gesti o rapporti sessuali imposti;
  • violenza economica: controllo del denaro o delle spese.

Tuttavia, le persone anziane chiedono ancora raramente aiuto.

La violenza nelle coppie anziane rimane quindi spesso nascosta e poco conosciuta.

L’isolamento può rendere la situazione ancora più difficile.

Inoltre, i servizi di aiuto non sono sempre adatti alle esigenze delle persone anziane.

Anche le persone anziane sono vittime di femminicidio

In Svizzera, nel corso degli ultimi dieci anni, il 20% delle vittime di femminicidio era in età pensionabile.

Ciò rappresenta una vittima su cinque.

Le persone in età pensionabile costituiscono il gruppo più colpito.

In due casi su tre, la persona responsabile era una persona vicina alla vittima, per esempio il coniuge o l’ex coniuge.

Trovare aiuto può essere difficile

Non è sempre facile sapere dove chiedere aiuto.

Alcune persone anziane conoscono poco i servizi esistenti.

Altre hanno difficoltà ad accedervi.

Per esempio, una persona può:

  • avere difficoltà a spostarsi;
  • avere bisogno di aiuto nella vita quotidiana;
  • non avere facilmente accesso a Internet;
  • non conoscere i servizi di aiuto.

Esistono inoltre ancora poche campagne di prevenzione rivolte alle persone anziane.

Alcune persone con un percorso migratorio possono incontrare ulteriori difficoltà.

Per esempio:

  • non comprendere bene la lingua;
  • avere difficoltà con le procedure amministrative;
  • disporre di poche risorse finanziarie;
  • essere socialmente isolate.

Alcuni servizi di aiuto non sono inoltre sufficientemente accessibili alle persone anziane.

Per esempio, alcune strutture di accoglienza d’emergenza richiedono che la persona sia in grado di vivere in modo autonomo.

Alcune consulenze richiedono inoltre di recarsi sul posto.

Questo può essere difficile per una persona con problemi di mobilità o che necessita di aiuto nella vita quotidiana.

Uno studio del centro di competenza nazionale Vecchiaia senza Violenza mostra quanto sia importante conoscere meglio queste difficoltà.

Ciò permette alle professioniste, ai professionisti e alle persone vicine di riconoscere meglio la violenza e accompagnare più adeguatamente le persone anziane.

Avete dei dubbi sulla vostra relazione?

Alcuni comportamenti del vostro o della vostra partner possono:

  • mettervi a disagio;
  • farvi paura;
  • isolarvi;
  • impedirvi di fare le vostre scelte.

Se vivete una situazione simile, avete il diritto di porvi delle domande e di parlarne.

Potete anche chiedere aiuto se siete preoccupati per i vostri comportamenti nei confronti del vostro o della vostra partner.

Potete inoltre chiedere aiuto se siete preoccupati per una persona a voi vicina.

Riconoscere la violenza non è sempre facile

Forse pensate che la parola «violenza» sia troppo forte per descrivere la vostra situazione.

Soprattutto se non ci sono percosse.

Ma la violenza non lascia sempre segni sul corpo.

Per esempio, anche questi comportamenti possono costituire forme di violenza:

  • umiliare o insultare una persona;
  • minacciare una persona;
  • controllare il suo denaro;
  • impedirle di vedere determinate persone;
  • controllare i suoi spostamenti;
  • imporle gesti o rapporti sessuali.

Per molto tempo si è parlato soprattutto di violenza fisica.

Le altre forme di violenza possono quindi essere più difficili da riconoscere.

Alcune idee apprese in famiglia o nella società possono inoltre far credere che determinati comportamenti violenti siano normali.

Ma la violenza non è mai normale.

Il matrimonio, la coppia e il «dovere coniugale»

Alcune persone sono cresciute con l’idea che:

  • il matrimonio debba durare tutta la vita;
  • i problemi di coppia debbano rimanere all’interno della famiglia;
  • si debba rimanere insieme «nella buona e nella cattiva sorte»;
  • non si debba parlare male del proprio o della propria partner;
  • si debba preservare la famiglia a ogni costo;
  • il marito sia il capofamiglia.

Queste idee possono rendere più difficile riconoscere una situazione di violenza e parlarne.

Una persona può anche avere paura di ciò che penseranno gli altri.

Può avere paura di tradire il proprio o la propria partner oppure la propria famiglia.

Essere in coppia non significa accettare rapporti sessuali

Alcune persone hanno imparato che una persona sposata deve accettare di avere rapporti sessuali con il proprio marito o la propria moglie.

A volte si parla di «dovere coniugale».

Questa idea può far credere che un rapporto sessuale imposto sia normale.

Non è così.

Essere sposati o essere in coppia non significa mai accettare automaticamente un rapporto sessuale.

Il consenso è sempre necessario.

Ciò significa che la persona deve essere d’accordo.

Il consenso è necessario a ogni età e indipendentemente dalla durata della relazione.

Controllo e isolamento sociale

Con l’avanzare dell’età, alcune persone hanno meno contatti sociali.

Questo può accadere a causa:

  • del pensionamento;
  • della perdita di persone care;
  • di problemi di salute;
  • di difficoltà a spostarsi;
  • di una perdita di autonomia.

Una persona può quindi ritrovarsi sempre più sola.

In alcune situazioni di violenza, il o la partner cerca inoltre di isolare volontariamente la persona.

Per esempio, il o la partner può:

  • impedire alla persona di vedere le persone a lei vicine;
  • controllare le sue uscite;
  • controllare le sue comunicazioni;
  • prendere determinate decisioni al suo posto.

Questa può essere una forma di controllo coercitivo.

Il controllo coercitivo è un insieme di comportamenti utilizzati per controllare una persona e limitare la sua libertà.

L’isolamento può rendere ancora più difficile chiedere aiuto o lasciare la propria abitazione.

Per questo motivo, mantenere i contatti con altre persone è molto importante.

Vergogna e senso di colpa

A volte la violenza dura da molti anni o persino da diversi decenni.

Dopo così tanto tempo, parlare di ciò che si vive può essere molto difficile.

Alcune persone provano vergogna.

Altre si sentono in colpa.

Possono temere che la famiglia, le amiche, gli amici o le persone vicine scoprano la situazione.

In un piccolo comune, per esempio, può essere più difficile mantenere l’anonimato.

Alcune persone pensano anche:

«Non sono riuscito o riuscita a far funzionare il mio matrimonio.»

Oppure:

«Perché sono rimasto o rimasta così a lungo?»

La persona che esercita la violenza può inoltre sminuire, insultare o spaventare regolarmente il proprio o la propria partner.

Con il tempo, la vittima può:

  • perdere fiducia in sé stessa;
  • dubitare di ciò che prova;
  • pensare di essere responsabile della situazione;
  • abituarsi ad alcuni comportamenti violenti.

Provare vergogna o senso di colpa è frequente quando si subisce violenza.

Ma la responsabilità della violenza appartiene sempre alla persona che la esercita.

Dipendenza finanziaria e bisogno di assistenza

Con l’avanzare dell’età, alcune persone diventano maggiormente dipendenti dal proprio o dalla propria partner.

Questa dipendenza può riguardare il denaro.

Può anche riguardare l’assistenza e le attività della vita quotidiana.

Per esempio, una persona può avere bisogno del proprio o della propria partner per:

  • spostarsi;
  • fare la spesa;
  • gestire il proprio denaro;
  • assumere i farmaci;
  • ricevere determinate cure.

Questa dipendenza può rendere più difficile chiedere aiuto o allontanarsi da una relazione violenta.

La persona che esercita la violenza può inoltre approfittare di questa dipendenza per aumentare il proprio controllo.

Le donne possono essere particolarmente dipendenti dal punto di vista finanziario

Alcune donne hanno lavorato meno a lungo o a tempo parziale per occuparsi dei figli e della casa.

Durante la loro vita professionale, le donne hanno inoltre spesso guadagnato meno degli uomini.

Al momento del pensionamento, possono quindi ricevere una pensione più bassa.

Questa situazione può aumentare la dipendenza finanziaria dal proprio o dalla propria partner.

Può inoltre favorire alcune forme di violenza economica.

Perché a volte è difficile chiedere aiuto o andarsene?

Chiedere aiuto non significa dover lasciare immediatamente la propria abitazione o il proprio o la propria partner.

Potete iniziare semplicemente parlando della vostra situazione.

Potete cercare informazioni.

Potete riflettere sulle diverse possibilità.

Potete procedere secondo i vostri tempi.

Dopo molti anni di relazione, alcune persone pensano:

«È troppo tardi per andarmene.»

Oppure:

«Alla mia età non ne vale più la pena.»

Altre persone temono di non avere la forza necessaria per affrontare procedure amministrative o legali.

Alcune persone hanno inoltre paura:

  • di non avere abbastanza denaro;
  • di non ricevere più le cure di cui hanno bisogno;
  • di dover lasciare la propria casa;
  • che la violenza diventi più grave;
  • di dover andare a vivere in una casa per anziani medicalizzata.

Queste preoccupazioni possono rendere molto difficile la ricerca di aiuto.

Ma è possibile chiedere aiuto senza avere già deciso di andarsene.

Le persone vicine possono aiutare

La famiglia, le amiche, gli amici, le persone del vicinato e le altre persone di fiducia possono svolgere un ruolo importante.

Possono aiutare a riconoscere una situazione di violenza.

Possono inoltre accompagnare la persona nella ricerca di soluzioni e nella richiesta di aiuto.

Siete preoccupati per una persona anziana a voi vicina?

Alcuni comportamenti possono destare preoccupazione.

Per esempio:

  • la persona è sempre più isolata;
  • il o la partner controlla le sue attività;
  • non può vestirsi come desidera;
  • non può vedere liberamente le persone a lei vicine;
  • sembra avere paura del proprio o della propria partner;
  • il o la partner fa spesso commenti umilianti;
  • il o la partner scherza sul fatto di farle del male.

Questi segnali non significano necessariamente che vi sia una situazione di violenza.

Ma possono rappresentare un motivo per aprire il dialogo.

Come parlare con la persona?

A volte è necessario avere il coraggio di porre delle domande.

Potete, per esempio, chiedere:

«Come vanno le cose nella tua relazione?»

«Come si svolgono i vostri litigi?»

«Ti è mai capitato di sentirti in pericolo?»

Una persona che subisce violenza può provare paura, vergogna o solitudine.

È quindi importante ascoltarla senza giudicarla.

Bisogna inoltre rispettare i suoi tempi.

Evitate di dirle:

«Devi lasciarlo» oppure «Devi lasciarla».

Evitate anche di farla sentire in colpa se non desidera andarsene.

Potete dirle che i comportamenti violenti non sono accettabili, continuando al tempo stesso a esserle vicini.

Il vostro ascolto e il vostro sostegno possono essere molto importanti.

Anche voi potete chiedere aiuto

Accompagnare una persona che subisce violenza può essere difficile.

Non dovete necessariamente affrontare questa situazione da soli.

Anche voi potete chiedere consiglio a professioniste e professionisti.

Potete parlare della situazione in modo confidenziale e cercare soluzioni per accompagnare la persona nel modo migliore possibile.

Dove trovare aiuto?

State vivendo una situazione di violenza?

Avete domande sul vostro comportamento?

Siete preoccupati per una persona anziana a voi vicina?

Potete chiedere aiuto.

Sul sito violencequefaire.ch potete trovare servizi di aiuto adatti alle persone anziane.

Risorse di aiuto per le persone anziane: QUI

Non dovete essere certi che si tratti di violenza per chiedere aiuto.

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